Streptococco A nei bambini: guida completa per genitori su sintomi, contagio e rientro a scuola

Sospetti che tuo figlio abbia contratto un’infezione da “Streptococco A”, o è appena stato segnalato un caso nella sua classe?
Non allarmarti, ma contatta subito il pediatra: è la priorità assoluta in questi casi.

In questo articolo trovi una guida rapida ai sintomi da tenere d’occhio, che può aiutarti a capire cosa osservare e cosa riferire al medico.

Che cos’è lo Streptococco di Gruppo A?

Lo streptococco di gruppo A è un batterio comunemente presente nella gola e sulla pelle. Spesso si comporta da “ospite innocuo”, ma se riesce a superare le difese dell’organismo, approfittando di piccole ferite o un calo immunitario, può scatenare infezioni. [1]

Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione?

L’infezione si manifesta spesso come faringotonsillite. I segnali clinici da monitorare sono:

  • Mal di gola;
  • Deglutizione dolorosa;
  • Febbre;
  • Tonsille ingrossate e arrossate, spesso con zaffi biancastri di pus;
  • Piccole macchie rosse sulla volta del palato;
  • Linfonodi del collo ingrossati. [2]

Attenzione alla Scarlattina

Lo Streptococco A è anche responsabile della Scarlattina, una malattia esantematica infettiva, che colpisce soprattutto i bambini tra i 3 e i 12 anni, principalmente nel tardo autunno e in primavera. [3]

Segnala subito al medico se, oltre al mal di gola, compaiono:

Eruzioni cutanee: pelle ruvida (spesso descritta come “carta vetrata”), macchie rosse, croste o bolle

Gonfiore e rossore: specialmente se localizzati e caldi al tatto (segno di possibile erisipela o cellulite infettiva). [4,5]

Streptococco A o influenza? Il ruolo della diagnosi medica

Per distinguere con certezza un’infezione da Streptococco A da una comune influenza virale, è essenziale consultare il medico, che deciderà se effettuare un tampone faringeo rapido. [5,6]
L’esito del test è determinante per stabilire se sia necessaria o meno una terapia antibiotica.

Affidarsi alla diagnosi medica è fondamentale anche per prevenire le gravi complicanze di un’infezione trascurata, come otiti medie o meningiti. [“Streptococco A più da vicino: come riconoscerlo”]

Hai febbre o mal di gola? Trova sulla mappa di Qui puoi la Farmacia più vicina a te che effettua il test da Streptococco.

Quando tornare a scuola? Le regole generali

Ricorda che i genitori hanno l’obbligo di avvisare il personale scolastico dell’infezione da streptococco. [7]

Generalmente, il bambino non è più contagioso dopo 24-48 ore dall’inizio della terapia antibiotica, a patto che non abbia più febbre e che le condizioni generali siano buone. Tuttavia, i tempi di recupero variano da bambino a bambino.

Come ricorda la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), è buona regola aspettare almeno 48 ore dall’inizio della cura per valutare i miglioramenti. [8]

Ricorda: Segui sempre le indicazioni del tuo pediatra per il rilascio del certificato di riammissione (se richiesto dalla scuola o dalla regione di appartenenza) e rispetta rigorosamente la durata della terapia antibiotica (solitamente 10 giorni) anche se il bambino sembra stare bene, per evitare ricadute. [8]

Gestione del contagio in casa: consigli pratici

Se un membro della famiglia è positivo, la missione è evitare l’effetto domino. Presta, quindi, attenzione alle norme igieniche “salva-famiglia” di base:

Igiene delle mani: lavare spesso le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver accudito il bambino

Stoviglie e utensili separati: niente scambio di bicchieri, posate, asciugamani e, soprattutto, spazzolini da denti

Aerazione dei locali: apri spesso le finestre per cambiare l’aria nelle stanze condivise

Pulizia delle superfici: disinfetta maniglie, telecomandi e giocattoli condivisi

Adulti, Nonni e Gravidanza

Il contagio tra conviventi è frequente. Negli adulti i sintomi possono essere più lievi, ma si rimane comunque vettori del batterio. Ricorda di avvisare tutte le persone che gravitano attorno al bambino:

I Nonni: attenzione agli anziani o immunodepressi. È bene evitare il contatto stretto (baci e abbracci) finché il bambino non ha completato le prime 48 ore di antibiotico.

Babysitter: per correttezza professionale e salute pubblica, chi si occupa del bambino va sempre informato della diagnosi.

Gravidanza: se sei incinta e il tuo bimbo ha lo streptococco, non farti prendere dal panico. Informa il tuo ginecologo: lo Streptococco A (gola) è diverso dal temuto Streptococco B (vaginale/parto), ma richiede comunque attenzione medica e, se necessario, una terapia compatibile con la gestazione.

Lo Streptococco A può essere contratto più volte nel corso della crescita, la nostra arma migliore resta la prevenzione quotidiana.

 

 

Fonti:

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